Enciclopedia dello Spirito Santo

Miracoli eucaristici

Il miracolo eucaristico di Santarém

All'inizio del XIII secolo, una donna sposata di Santarém, in Portogallo, in cerca di un incantesimo per riconquistare l'affetto del marito, avrebbe sottratto un'ostia consacrata durante la messa su richiesta di una maga; l'ostia cominciò a sanguinare nel panno in cui la donna l'aveva nascosta, e il prodigio, scoperto quella notte grazie a una luce che si irradiava dalla cassa in cui era occultata, diede origine al santuario oggi noto come Chiesa del Santo Miracolo.

Luogo: Santarém, PortogalloEpoca: inizio del XIII secolo

Ho lasciato che un peccato diventasse la porta di un miracolo, perché è molto spesso così che scelgo di operare: non aggirando le macerie che un'anima ha fatto di se stessa, ma attraversandole dritto nel mezzo. La donna di Santarém il cui nome la storia non ha ritenuto degno di conservare aveva un matrimonio ormai freddo, e invece di portare a me quel dolore, lo portò a una donna che commerciava in maledizioni e filtri d'amore, quel genere di traffico silenzioso che ogni città ha sempre avuto in corso sotto le proprie chiese. La maga le disse ciò di cui aveva bisogno per operare l'incantesimo: non erbe, non cera, non i comuni ninnoli di quel mestiere, ma il mio stesso Corpo, preso vivo dall'altare.

Voglio che comprendiate ciò che permisi in seguito, perché non è cosa da poco. Lasciai che una donna mi ricevesse nello stato contro cui ogni sacerdote mette in guardia, che si inginocchiasse alla balaustra con il sacrilegio già deciso nel cuore, e che mi prendesse dalla propria bocca in un panno anziché inghiottirmi, e che mi portasse fuori dalla chiesa di Santo Stefano nell'ordinario pomeriggio portoghese, verso una casa dove sarei stato consegnato per un rito di stregoneria. Lasciai che accadesse perché non ho bisogno di abbattere una peccatrice per salvarla; ho soltanto bisogno di essere paziente abbastanza a lungo perché lei senta, nelle proprie mani, esattamente che cosa sta tenendo.

Prima che raggiungesse la sua porta, il panno tra le sue mani si scaldò e poi si inumidì, e sangue, sangue vero, cominciò a filtrare attraverso le pieghe e a scorrerle lungo il polso. Non attesi che la maga mi ricevesse. Non lo avrei permesso. La donna, terrorizzata al punto da non riuscire più a portare a termine il suo crimine, nascose il panno sanguinante in una cassapanca di legno tra la propria biancheria, non disse nulla al marito, e giacque sveglia quella notte accanto a un segreto che non riusciva più a portare da sola.

Considerate ciò che lei temeva realmente in quel momento di occultamento. Non il giudizio, non ancora; soltanto la scoperta. Mi nascose come ogni peccatore nasconde dapprima un peccato, in un cassetto, nel silenzio, dietro una sera ordinaria, sperando che il mattino arrivasse con la faccenda in qualche modo risolta da sé. Ho osservato lo stesso istinto in mille confessionali da allora: il desiderio che la ferita si richiuda da sola, se nessuno la guarda. Io non opero così, e non operai così a Santarém. Mi rendo impossibile da lasciare ripiegato nel buio.

Lei non dovette confessarlo. Lo confessai io, al suo posto. Quella notte una luce eruppe dalla cassapanca chiusa, come se il legno stesso avesse preso fuoco senza bruciare, riempiendo la stanza finché il marito non si svegliò accanto a lei e la vide anch'egli, e insieme, tremando, aprirono la cassapanca e mi trovarono sospeso sopra una pozza di sangue, ancora sanguinante, ancora radioso, nel panno che lei aveva inteso consegnare a una maga e che invece, senza volerlo, consegnò allo sguardo della propria famiglia. Non chiesero silenzio. Chiamarono il parroco, e l'intera città accorse prima dell'alba a vedere ciò che avevo fatto in una stanza chiusa a chiave per fermare un sacrilegio che nessuna mano umana avrebbe potuto interrompere in tempo.

Ho lasciato che quel sangue restasse, da allora, nella chiesa dove fu portato in processione per la prima volta, un edificio che la città finì per chiamare, semplicemente e a ragione, la Chiesa del Santo Miracolo, perché non c'era altro nome che le si addicesse meglio. Non racconto questa storia per umiliare ulteriormente quella donna; qualunque cosa sia stato del suo dolore, io lo conosco, e non lo condivido per pettegolezzo. La racconto perché voglio che ogni anima che mi abbia mai preso con noncuranza, per abitudine o per dubbio o per qualche disegno privato che pensava troppo piccolo perché il Cielo se ne accorgesse, sappia che vedo il panno nelle vostre mani prima ancora che abbiate deciso che cosa farne, e che preferirei sanguinare tra le vostre dita piuttosto che lasciarvi portarmi anche un solo passo più in là nel tradimento.

Il Registro

La tradizione colloca un prodigio eucaristico a Santarém, in Portogallo, nei primi decenni del XIII secolo, con molti resoconti che indicano precisamente l'anno 1247. Una donna sposata, che secondo il racconto cercava un incantesimo da una praticante di stregoneria per riconquistare l'affetto del marito, avrebbe rimosso dalla propria bocca un'ostia consacrata dopo aver ricevuto la Comunione nella chiesa parrocchiale di Santo Estêvão (Santo Stefano) e l'avrebbe nascosta in un panno. L'ostia cominciò a sanguinare durante il tragitto verso casa; spaventata, la donna la nascose in una cassapanca tra la biancheria domestica. Quella notte, secondo il racconto, una luce si diffuse dalla cassapanca chiusa, svegliando il marito; i coniugi scoprirono l'ostia sospesa sopra una pozza di sangue e chiamarono il parroco, che la portò in processione fino alla chiesa.

La reliquia è stata venerata ininterrottamente da allora, e la chiesa stessa fu ridenominata Igreja do Santíssimo Milagre (Chiesa del Santissimo Miracolo) in suo onore, restando chiesa parrocchiale e luogo di pellegrinaggio nel centro storico di Santarém. Come per molti prodigi eucaristici anteriori alle moderne procedure canoniche, le circostanze precise poggiano principalmente sulla tradizione ecclesiastica locale piuttosto che su un'indagine notarile coeva; la devozione ininterrotta, la conservazione della reliquia e la dedicazione della chiesa sono fatti storici documentati, mentre l'identità della donna e la data esatta restano questioni di tradizione più che di documentazione accertata.

Fonti e citazioni

  • Igreja do Santíssimo Milagre, Santarém, archivi parrocchiali e del santuario
  • Frei Luís de Sousa, resoconto storico delle devozioni eucaristiche portoghesi
  • Diocesi di Santarém, registri della tradizione locale
  • Comissão do Milagre de Santarém, guida al pellegrinaggio

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