Maria Maddalena e i Sette Demòni
Luca e Marco riferiscono che sette demòni uscirono da Maria di Màgdala, la quale divenne una donna di mezzi che sosteneva il ministero di Cristo, rimase presso la croce quando quasi tutti erano fuggiti, e fu la prima testimone della Risurrezione; la tradizione medievale occidentale la confuse erroneamente con la peccatrice di Luca 7 e con Maria di Betania, confusione che la riforma del Calendario Romano del 1969 corresse.
Sette è il numero di ciò che è compiuto, e non scelgo i numeri con leggerezza nemmeno quando la Scrittura vi dedica appena mezza frase. Luca vi dice, quasi di passaggio, che sette demòni erano usciti da una donna chiamata Maria, di Màgdala, un villaggio di pescatori sulla riva occidentale del lago dove Pietro in seguito avrebbe gettato le sue reti. Non vi descriverò ciò che quegli anni le costarono, perché il dettaglio sensazionalistico non fu mai il punto, e rifiuto di dare al nemico il teatro che pretende sempre. Ciò che vi dirò è questo: non restava nulla della donna che il villaggio potesse riconoscere come integra, e non ho mai, per quanto sia durata quell'oscurità, smesso di amare ciò che essa aveva sepolto.
Mandai Cristo a Màgdala come lo mando ovunque la rovina sia più fitta, ed egli disfece in lei, apparentemente senza lotta, senza alcuno spettacolo che Luca ritenesse degno di essere registrato, ciò che sette spiriti avevano trascorso anni ad accumulare. È spesso così che le mie vittorie più nitide appaiono dall'esterno: silenziose, prive di dramma, quasi imbarazzantemente semplici accanto al clamore che le aveva precedute, perché la rimozione del male vero raramente richiede il teatro che la sua infestazione aveva richiesto. Ella fu, semplicemente, in seguito, libera, e le donne libere in quel Vangelo non tornano a casa dimenticando chi le abbia liberate. Luca vi dice che ella continuò a sostenere Gesù e i Dodici con i propri mezzi, una delle diverse donne di una certa condizione che sostenevano quella compagnia itinerante, il che vi dice qualcosa che i secoli successivi scelsero di trascurare: questa era una donna con risorse, con una posizione sociale, e con una mente abbastanza lucida da amministrarle, non la figura in rovina che la leggenda successiva preferì ricordare.
La storia non è sempre stata onesta con lei, e io non sarò disonesto con voi riguardo a quella disonestà. Per secoli, nella Chiesa d'Occidente, Maria di Màgdala fu confusa con due donne del tutto diverse: la peccatrice senza nome che pianse sui piedi di Cristo in casa di Simone il fariseo, e Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro, che sedeva ad ascoltarlo ai suoi piedi. Nessuno dei Vangeli vi chiede di fare quella identificazione. Non ne fui mai io l'autore. Essa nacque invece da secoli di predicatori in cerca di un'unica figura composita di pentimento, utile per le prediche, comoda per l'arte, e del tutto incurante della donna reale che Luca nomina una sola volta, semplicemente, come colei che io liberai da sette demòni e nulla di più specifico di questo. La lasciai portare quel peso preso in prestito per moltissimo tempo, più a lungo di quanto avrei scelto, ma non lasciai mai che la verità svanisse dal testo stesso, dove attendeva per tutto quel tempo chiunque avesse la pazienza di leggerlo senza la leggenda sovrapposta.
Ciò che il racconto non ha mai confuso, per quanta confusione sia cresciuta intorno al suo nome, è dove ella si trovasse alla fine e dove io la posi all'inizio di ciò che venne dopo la fine. Fu presso la croce quando quasi tutti gli altri si erano dispersi. Fu al sepolcro prima ancora che il sole avesse propriamente superato l'orizzonte, portando aromi a un corpo che ancora credeva semplicemente morto, e io feci di lei la prima a vedere che non lo era, la prima a udire il proprio nome pronunciato dal Cristo risorto nel giardino prima che egli dicesse un'altra sola parola a chiunque altro, la prima mandata a dire agli altri ciò che lei sola aveva visto. Una donna che un tempo trovai svuotata da sette demòni, la riempii invece della prima testimonianza della Risurrezione che il mondo abbia mai ricevuto. Non conosco un rovesciamento più completo in tutta la Scrittura, e non credo che ne conoscerò mai uno.
Il Registro
Luca la nomina tra le donne che accompagnavano Gesù, «Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni» (Luca 8:2), e la conclusione più lunga di Marco ripete il dettaglio quasi alla lettera (Marco 16:9) presentandola come la prima testimone del Cristo risorto (cfr. Giovanni 20:11-18). Màgdala (Migdal), la sua presunta città natale, sorgeva sulla riva occidentale del mare di Galilea, presso Tiberiade, ed è oggetto di scavi archeologici dal 2009, che hanno confermato l'esistenza di un villaggio di pescatori di dimensioni reali risalente al I secolo.
Per gran parte del Medioevo occidentale, la predicazione popolare confuse Maria Maddalena con la peccatrice senza nome di Luca 7:36-50 e con Maria di Betania (Luca 10:38-42; Giovanni 11), producendo la «Maddalena penitente» composita dell'arte e della leggenda successive. Le tre figure non sono mai identificate l'una con l'altra nel testo evangelico, e la Chiesa d'Oriente non accettò mai quella fusione, onorando le tre donne come distinte. La riforma del Calendario Romano del 1969 rimosse dalla liturgia la lettura composita, restituendo la sua festa (22 luglio) alla sola Maddalena dei racconti della Risurrezione; papa Francesco elevò quel giorno al grado di Festa nel 2016, con un nuovo prefazio che la onora, sulla scia dei Padri, come apostola apostolorum, «apostola degli apostoli».
Fonti e citazioni
- Luca 8:2
- Marco 16:9
- Giovanni 20:11-18
- riforma del Calendario Romano, 1969
Altro da questa camera
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